Un documento sottoscritto da 103 persone di diverse regioni italiane, tra i quali anche venti sardi, tutti iscritti al sindacato della Cisl, qualcuno con passate responsabilità sindacali, esprime una critica alla legge finanziaria del 2025 e ad alcune posizioni prese dalla segreteria nazionale confederale.
103 persone sono poche e rappresentano sicuramente una puntura di spillo per il corpo così grande di un’associazione sindacale come la Cisl. Anche se sono molti di più gli iscritti e sotto traccia anche i dirigenti che ne condividono il senso.
Tuttavia questo non ci può esimere dal dire la nostra opinione anche perché inconsciamente le dichiarazioni rese alla stampa dalla stessa segreteria confederale sembrano giustificarla.
(tratto dal giornale Il Giorno la Nazione Il resto del Carlino) del 26 novembre 2024).
“Ci sono stati tanti scioperi anche unitari, (in tante categorie e questo testimonia le difficoltà e i disagi diffusi tra i lavoratori ed i pensionati in tante categorie) TPL automotive. Ci sono anche tanti aspetti della manovra da correggere:
No alla riduzione degli organici scolastici.
No al blocco del turn over nella Pubblica amministrazione.
Necessità di aumentare le pensioni minime
Sostenere con maggiori risorse il fondo per la non autosufficienza.
Potenziare le risorse sanitarie
Aumentare le risorse per automotive e per il Mezzogiorno.
Tagliare le tasse al ceto medio.
Non so se è poco, ma alla fine uno si domanda perché non raggruppare tutte le vertenze e organizzare manifestazioni unitarie che avrebbero più forza, senza escludere per forza lo sciopero, visto che qualcuno forse ne fa abuso, ma qualche altro si dimentica che esista, ricordando peraltro con orgoglio quelli proclamati dalle categorie?
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