Referendum su separazione delle carriere dei magistrati.
(tra il serio e il faceto, se no si dice che si fa politica)
Per diventare magistrato, bisogna sostenere un concorso pubblico. Ai miei tempi era molto difficile e, da misero laureato in giurisprudenza, non ebbi neanche il coraggio di fare la domanda per partecipare, sicuro di essere bocciato. Ero curioso di sapere se gli ideatori della riforma avessero previsto di separare anche i concorsi. Ho cercato di documentarmi (se sbaglio correggetemi): il concorso è identico per chi diventerà magistrato inquirente e chi invece preferirà essere magistrato giudicante. Concorso uguale, formazione uguale, magari anche amicizia uguale, con possibilità di contaminazione o sudditanza psicologica uguale, specie se compagni di università. Una volta superato il concorso, pare, che ognuno possa scegliere una delle due strade. In caso di domande superiori ai posti nell’uno e nell’altro quali saranno i criteri di scelta? Un’estrazione?
È ben noto infatti che, nello sdoppiare il CSM e creare un’alta corte di giustizia, alla quale i magistrati condannati potranno fare ricorso, il fatto più rilevante sarà l’innovazione del “sorteggio”, una sorta di lotteria Italia, per cui non ci saranno più elezioni o votazioni ma tutto sarà affidato alla fortuna o sfortuna. Una roulette russa (che c’entri qualcosa Putin?). Mi ricorda la proposta di Grillo di qualche anno fa quando, sulla base del principio uno vale uno, proponeva di non eleggere i rappresentanti al Parlamento, ma selezionarli, tramite la dea bendata. I cinque stelle, dopo essersi liberati del fondatore, si sono ravveduti e giustamente si schierano contro questo criterio.
Ma al posto di Grillo, ora si stagliano le figure di Meloni, Nordio e altri e il timore, ma in qualche caso la speranza, che mi è venuta in mente è che, in caso di superamento del referendum, vogliano estendere questa norma a tutte le istituzioni. Dopo i CSM, potrebbe toccare al Parlamento, al Governo, alla Presidenza del consiglio o della Repubblica, ai sindacati, alle associazioni e così via. Cos’è questa fatica della democrazia! Niente seggi, niente proporzionale o maggioritario, niente scrutatori e neanche scelte meditate. Basterebbe qualche bambino bendato, un pallottoliere, un notaio, scelto anche lui a sorte, e tutto fatto. Non è democratico, ma c’è sempre il rovescio della medaglia a volte positivo, a seconda delle idee di ciascuno. Potremmo liberarci di Trump, Meloni, La Russa, Salvini, Taiani, ma anche Mattarella, Conte, Schlein, ma pure Landini, Fumarola, Bombardieri, Todde e così via. Niente democrazia, ma solo la sorte o il destino o meglio la casualità, alla faccia di merito o capacità. Cosa c’è di più bello del brivido dell’incertezza di un’estrazione magari in diretta TV? In fondo agli italiani i giochi d’azzardo piacciono. Meditiamo….
Sempre acuto nelle analisi, con quel pizzico di ironia che non guasta, anzi!!!
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grazie saluti
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