LIMITI DI REDDITO INVALIDI ASSOLUTI Cagliari 4/1/2024 (Fabrizio Carta)
Dopo la pubblicazione del recente decreto ministeriale del 20 novembre 2023 sulla perequazione delle pensioni per il 2024, è stata pubblicata la circolare n° 1 del 2 gennaio 2024 dell’INPS intitolata “ Rinnovo delle pensioni, delle prestazioni assistenziali e delle prestazioni per l’accompagnamento “ che stabilisce i criteri e le modalità di applicazione.
Come forse già noto, su sollecitazione di alcuni pensionati invalidi assoluti e in particolare del sig. Luigi Lampis, da oltre due anni, ci siamo resi promotori di iniziative a tutti i livelli per cercare di cambiare una norma che penalizza ingiustamente gli invalidi. E’ stato importante il supporto del sindacato FNP/CISL Sardegna, territoriale di Cagliari e regionale e del comitato regionale INPS della Sardegna che hanno approvato ordini del giorno appositi nei loro congressi. Ma tante lettere sono state inviate alla direzione generale dell’INPS, al Presidente del CIV ed a parlamentari sardi e non sardi.
Infatti, gli invalidi assoluti, con reddito di sola pensione al di sotto di un certo massimale indicato dall’INPS, percepivano, in aggiunta alla loro pensione, l’assegno di invalidità.
Tuttavia a partire dal 2021, l’INPS, mentre applicava la rivalutazione piena degli importi della pensione base, non ha applicato la medesima percentuale di aumento per le soglie di reddito previste, per poter fruire dell’assegno di invalidità, con conseguenze ingiuste e inique, perché coloro che erano vicini alla soglia di reddito hanno visto si aumentare le loro pensioni per la perequazione, ma si sono visti togliere l’assegno di invalidità con una perdita di circa 3000 (tremila) euro annui.
Dopo un’attenta lettura della Circolare parrebbe che l’INPS abbia corretto questa ingiustizia. Infatti, il punto 4.2 primo comma, recita “La misura della perequazione per l’anno 2023 e previsionale per l’anno 2024 è stata applicata anche alle pensioni a favore dei mutilati, invalidi civili, ciechi civili e sordomuti”. Il secondo comma precisa: “ I limiti di reddito per il diritto alle pensioni in favore dei mutilati, invalidi civili e sordomuti sono aumentati dell’8,6% rispetto all’anno 2023”. L’ultimo comma poi ricorda che gli importi e i limiti reddituali sono inseriti nelle tabelle riportate nell’allegato 2 della medesima circolare. A conferma, nell’allegato 2 a pag. 39 punto 3 la tabella M3 riporta i nuovi limiti di reddito che passano da € 17920,00 (del 2023) ad € 19431,12 (del 2024) con un aumento pari appunto all’8.6%.
Va osservato che per le pensioni e gli altri limiti di reddito, per altre fattispecie, l’allegato 2 indica la percentuale del 5,4%, contro l’8,6% dei limiti di reddito INVCIV (recuperando in parte quanto perso negli anni precedenti).
Questo significa che un invalido civile assoluto che abbia redditi da sola pensione, inferiori ad € 19431,12 avrà diritto a fruire anche dell’assegno di invalidità pari ad € 333,13 per tredici mensilità.
L’INPS dunque ha finalmente corretto, anche grazie ai nostri interventi, a quello sindacale e del Presidente del CIV, una disposizione scorretta che, se reiterata, avrebbe comportato, nel tempo una silenziosa e subdola abolizione di questo diritto. La morale, stavolta positiva, è che quando si insiste con ragione, la goccia alla fine ha il sopravvento sulla roccia. (in latino Gutta cavat lapidem). Grazie a chi ci ha dato ascolto.

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