Una circolare INPS rimedia, parzialmente, alla penalizzazione pensionistica degli invalidi assoluti
GUTTA CAVAT LAPIDEM
Da tempo, insieme ad altri dirigenti sindacali della FNP di Cagliari, avevamo affiancato le proteste di un pensionato, invalido assoluto che segnalava un’anomalia nei criteri applicati alla rivalutazione dei limiti di reddito previsti per vedersi riconosciuto, in aggiunta al reddito da pensione, l’importo dell’assegno di invalidità.
Infatti, a partire dl 2021, l’Istituto di Previdenza, mentre ha applicato la rivalutazione (perequazione) piena degli importi della pensione, non ha applicato però la medesima percentuale di rivalutazione alle soglie di reddito stabilite per fruire di questo provvedimento.
La difformità o disallineamento, attuata negli anni 2022 e 2023 hanno determinato pesanti danni proprio agli invalidi assoluti che, pur registrando l’aumento delle loro pensioni di alcune centinaia di euro come tutti gli altri pensionati, in alcuni casi e precisamente quando il loro reddito era vicino al massimale, si sono visti decurtare il reddito globale con una perdita annua quantificabile in oltre 3000 euro. Un effetto immotivato, ingiusto e iniquo.
Da quel momento abbiamo inviato lettere per segnalare l’argomento alla Direzione generale dell’INPS, ai sindacati territoriali e regionali dei pensionati CISL, a quelli confederali, al Presidente del CIV, ai parlamentari sardi e non sardi, pubblicizzando i nostri interventi anche sulle pagine dei quotidiani locali, pur con grandi difficoltà dovute al fatto che inizialmente i danneggiati erano in numero ristretto, essendo l’inflazione e la perequazione ancora abbastanza bassa.
Lo stesso Congresso della FNP regionale del gennaio 2022, accogliendo le nostre istanze, approvava un ordine del giorno, poi replicato anche dal Comitato regionale dell’INPS Sardegna, nel quale si chiedeva un intervento per rimuovere il macroscopico errore, soprattutto in considerazione dell’aumento dell’inflazione che avrebbe procurato danni ancora maggiori.
Nel 2023 però avviene la svolta perché una mail del Presidente del CIV, direttamente interessato dell’argomento, ci risponde riconoscendo la giustezza delle rivendicazioni.
In effetti la circolare INPS n. 1 del 2 gennaio 2024 dal titolo “Rinnovo delle pensioni, delle prestazioni assistenziali e delle prestazioni per l’accompagnamento“ corregge, sia pure parzialmente, questa ingiustizia. Infatti, il punto 4.2 primo comma, recita “La misura della perequazione per l’anno 2023 e previsionale per l’anno 2024 è stata applicata anche alle pensioni a favore dei mutilati, invalidi civili, ciechi civili e sordomuti”, mente il secondo comma precisa che: “I limiti di reddito per il diritto alle pensioni in favore dei mutilati, invalidi civili e sordomuti sono aumentati dell’8,6% rispetto all’anno 2023”.
L’allegato 2 a pag. 39 punto 3 la tabella M3 poi riporta i nuovi limiti di reddito che passano da € 17920,00 (del 2023) ad € 19461,12 (del 2024) con un aumento pari appunto all’8.6%, superiore alla percentuale del 5,4% previsto per la perequazione delle pensioni e per altri limiti di reddito per altre fattispecie, con un recupero parziale rispetto agli anni precedenti.
Questo significa che un invalido civile assoluto che abbia redditi da sola pensione, inferiori ad € 19461,12 avrà diritto a fruire anche dell’assegno di invalidità pari ad € 333,13 per tredici mensilità.
L’INPS dunque ha finalmente corretto una disposizione che, se reiterata, avrebbe comportato, nel tempo una silenziosa e subdola abolizione di questo diritto, anche se permane il danno subito nell’anno precedente perché nel 2021 la percentuale di aumento dei massimali era stato previsto nell’0,4%, mentre a conguaglio, la perequazione era stata fissata nel 1,9% con uno scarto del 1,5% non recuperato. In un esempio pratico riportato nella tabella allegata, chi avesse avuto una pensione di € 16900,00annua, non riuscendo più a rientrare nella soglia di reddito, in tre anni perde oltre € 12000, meno il recupero dell’inflazione. Anche su questo è stato interessato il sindacato ed il CIV.
La morale, stavolta positiva, è che quando si insiste con ragione, la goccia alla fine ha il sopravvento.
Cagliari 6/2/2024
Fabrizio Carta Cagliari


Lascia un commento