Referendum Cislini per il NO

L’Unione Sarda nei giorni scorsi ha pubblicato un articolo sul Referendum che nel sottotitolo riportava la seguente frase: il Governo arruola anche la CISL per il SI.

Il Ministro Mantovano, in occasione di una manifestazione per il SI, vede la dottoressa Fumarola in prima fila e la ringrazia per la partecipazione. Non si sa cosa abbia detto dal vivo la citata segretaria, ma pare che fosse lì solo per ascoltare e che la Cisl lascia gli iscritti liberi di votare come gli pare. E ci mancherebbe!

Le cronache riportano la notizia che l’esecutivo nazionale della CISL, dopo un approfondito studio della questione referendum, ha approvato un documento nel quale, apparentemente, non si sbilancia né per il SI né per il NO. Si presume quindi che in CISL, almeno ad alti livelli, il problema del referendum sulla separazione delle carriere fosse già stato sviscerato ed è ovvio che la presenza di una sindacalista così importante ad un’iniziativa del Governo (di cui fa parte il predecessore e mentore Sbarra) faccia sorgere più di un sospetto sulle sue reali intenzioni che, per caduta, potrebbero incidere sugli iscritti.

Ma se si entra nel merito del documento CISL, in realtà, il sindacato di via Po’ accenna ai problemi irrisolti della giustizia italiana, che non vengono né affrontati né risolti dall’esito favorevole del referendum costituzionale.

  • La necessità di rafforzare i tempi dei processi in ambito civile e commerciale.
  • Il rafforzamento organizzativo degli uffici giudiziari con la stabilizzazione dei precari.
  • Il miglioramento delle condizioni del sistema penitenziario con il rispetto della dignità delle persone recluse e di chi opera.
  • L’introduzione di strumenti che rendano più facile (e meno costoso) l’accesso alla giustizia nelle cause di lavoro, per tutte le persone, a partire dai lavoratori, migliorando l’affidabilità delle relazioni economiche e sociali.

Questo passo è tratto letteralmente dal documento CISL. A questi problemi se ne potrebbero aggiungere tanti altri, senza dimenticare che la Cisl non può mai essere  favorevole ad una votazione per sorteggio. Quello che è chiaro è che questo referendum, come tutti sanno compreso il Governo che ha fatto approvare la legge oggetto del voto, non risolve alcuno di questi problemi.

Perciò da iscritto CISL, convinto anche da questo documento, voterò NO e come me tanti Cislini. Il pluralismo del nostro sindacato non può essere messo in discussione da una irrituale chiamata alle armi di Mantovano e forse sarebbe bene che la Cisl lo precisasse pubblicamente.

Fabrizio Carta

Cagliari 9/3/2026

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