Politica e Sindacato
Ho fatto il sindacalista e il segretario della CISL cagliaritana per tanti anni e sempre ci siamo confrontati, prima delle elezioni, con candidati sindaci o presidenti della provincia. A volte con incontri, a volte inviando lettere e documenti e magari pubblicandoli sui giornali. Talvolta abbiamo inviato critiche sulle gestioni precedenti di destra o sinistra e altrettante ne abbiamo ricevute.
Però queste iniziative furono prese all’epoca sempre unitariamente, proprio per costruire, almeno a livello locale, piattaforme unitarie per poi cercare di realizzare durante le consiliature. Si evitava invece di andare in ordine sparso anche per evitare strumentalizzazioni da parte dei candidati. (Chi volesse conferma di quello che dico può consultare il libro Cronaca e Storia della CISL cagliaritana 1993-2013).
E tuttavia, essendo oggi uomo di parte e senza incarichi specifici, vorrei chiedere alla candidata Zedda come si trova a correre, stavolta, in Comune, sotto la bandiera della Lega, cioè di quel partito che, a mio avviso, è antropologicamente contrario ai valori del sindacato ( accoglienza, immigrazione, solidarietà etc ).
Si dirà che in Comune si devono fare solo giardinetti o pulire la città cosa non fatta dal vecchio sindaco di cui la Zedda ( donna) si presenta come erede. Altro che discontinuo o cambiamento.
Ma se non c’è un substrato culturale comune, difficilmente si potrà creare un confronto fattivo e concreto. A meno che non si preferisca la politica dell’apparenza e dei selfie.
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