Tempi Moderni

TEMPI MODERNI

Nel 2000, quindi non nel secolo scorso, quando ero modesto segretario della UST di Cagliari, la CISL confederale invitò i dirigenti e gli iscritti a esprimersi sulla situazione sindacale.

Difficile intervenire ma, dopo un’attenta riflessione e travaglio interno, inviai una lettera a Conquiste del lavoro, nella quale manifestavo dubbi e perplessità. Erano i tempi di D’Antoni, uomo dal grande carisma proiettato verso la politica. Fatto del tutto legittimo, ma l’errore grave fu quello di mobilitare tanti cislini per la costruzione di una Fondazione per sostenere il partito di Democrazia europea, per poi candidarsi alle politiche. Furono promosse raccolte di fondi all’interno della CISL, anche in Sardegna, per un progetto fallito miseramente al cospetto delle urne, perché il DNA degli iscritti è impenetrabile alle suggestioni “politiche” dei segretari di turno, ieri, oggi e domani.

Quando pensavo che la missiva fosse stata cestinata, uno dei segretari confederali di allora, Giovanni Guerisoli, mi informò, gentilmente, della pubblicazione. Aggiunse che sarebbe anche apparso un commento non proprio benevolo del direttore. Dopo qualche giorno, infatti, l’uscita sul giornale della Cisl. Che succede nella CISL?  il titolo. Di spalla, quello del direttore dal titolo polemico e scherzoso “La sentinella nella notte” ed un commento pungente e piccato, ma la Pravda non è un’esclusiva di Mosca. (allegati per chi volesse leggerli)

Contento della pubblicazione perché dimostrava la grandezza della CISL, l’apertura mentale della sua dirigenza, il pluralismo praticato e non solo predicato, il rispetto della democrazia interna, pensai: questa CISL ha dei difetti ma è il miglior sindacato possibile!  Il segretario generale Vargiu non era d’accordo con me, ma non mi mosse alcun rimprovero (almeno esplicito).

Conservo gelosamente alcune lettere (non esistevano mail o whatsapp) di sostegno e solidarietà di semplici iscritti e dirigenti sindacali (tra questi Marcello Croci segretario regionale delle Marche) che non conoscevo, ma che presero le mie parti, insorgendo contro la corrosività della risposta del direttore Guzzardi. È un ricordo bellissimo.

Sono passati 24 anni e da pensionato ho scritto una riflessione dallo stesso titolo, inviata alla segreteria nazionale, a tanti altri dirigenti sindacali regionali e provinciali, a tanti amici rigorosamente iscritti alla CISL. Molti hanno apprezzato, altri meno, pochissimi mi hanno diffidato dal mandargli le mie riflessioni, definendole spam, alla faccia della discussione libera. Accetto critiche e dissenso, ma quel che non potevo prevedere è che invece di una pubblicazione sul giornale della CISL, questa lettera mi procurasse un deferimento ai Probiviri! Saranno i tempi moderni?

Non bisogna mai rimpiangere il passato, ma mi domando: è un’evoluzione o un’involuzione?  Nel 2000 apprezzamenti o critiche ma comunque attenzione, nel 2024, una denuncia ai Probiviri.

Mi rimane la soddisfazione non solo di aver potuto esprimere il mio pensiero e di aver esercitato lo spirito critico, ieri, oggi e, spero, anche domani, ma anche il sostegno e la condivisione, magari non espressi pubblicamente, ma reali, da parte di tante persone della Cisl.

Il rammarico è vedere alcuni che fanno i guardiani della rivoluzione, per tacitare chi non è in linea con il pensiero dominante e catturare benevolenza da qualcuno.

Cagliari 13/6/2024                                         Fabrizio Carta

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