Pensioni e Inflazione

Pensioni e onestà intellettuale.

Tra le lettere pubblicate sull’unione sarda, nella rubrica dei lettori ce n’è una dal significato subliminale che inneggia al Governo che “ darebbe aumenti di centinaia di euro ai pensionati” e che non ci sarebbe l’onestà intellettuale di riconoscerlo.  Capisco che il lettore voglia fare propaganda elettorale ad una parte politica, ma vorrei ricordare che gli aumenti ai pensionati sono determinati da precise leggi e accordi fatti anni fa con i sindacati che prevedono la perequazione ( adeguamento) delle pensioni in base a dei precisi parametri di aumento del costo della vita, stabilito a inizio anno. Quest’anno 5,4%. Senza entrare in dettagli troppo lunghi e tecnici, i recenti aumenti, perciò, sono stati più alti degli anni passati per il solo motivo che l’inflazione è stata molto maggiore rispetto ad anni precedenti e che in ogni caso essi non coprono mai la reale perdita del valore delle pensioni, rispetto al costo della vita. Anzi si dovrebbe ricordare, per amore della verità, che alcune pensioni superiori a certe soglie, ricevono aumenti ridotti perche’ la percentuale applicata è ridotta rispetto a quella base per scelta del Governo, e che queste perdite, apparentemente basse in un anno, accumulandosi nel tempo, riducono il potere d’acquisto di questi pensionati, causando un appiattimento non sempre giusto. Questo effetto negativo, proprio per l’onestà intellettuale richiamata, va attribuito alla volontà del governo della Giorgia nazionale. O è solo una casualità?

Cagliari 26 maggio 2024

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