Appello ai sindacalisti CISL
Di fronte alla manovra finanziaria del Governo, stiamo assistendo ad una divisione profonda tra le organizzazioni sindacali. Se pensiamo, infatti, alle risposte che daranno nelle prossime settimane, possiamo dire che in tanti anni, non si era mai vista una simile diaspora.
USB e CGIL scioperano. CISL e UIL manifestano. Tutte le iniziative in date distinte. Tutti i sindacati muovono critiche all’azione del Governo anche se qualcuno è più agguerrito e qualche altro più accomodante e se, almeno nelle intenzioni, l’obiettivo sarebbe quello di correggere questa manovra, per ottenere risultati favorevoli ai lavoratori e ai pensionati.
Non mi addentro nei contenuti, perché sono un semplice iscritto alla Cisl e, pur avendo esposto le mie idee in pubblico e negli incontri sindacali interni, non è questo lo scopo di questa lettera.
Non sono tanto i giudizi diversi che mi spaventano, perché fisiologici alle tradizioni pluralistiche dei sindacati italiani, quanto le enormi divisioni ed il fossato tra gli stessi lavoratori che si rischia di creare nelle aziende, ma anche nel territorio.
Una volta si diceva che i sindacati marciavano divisi per colpire uniti, ma oggi l’unità manca anche nell’azione e questo indebolisce la forza del sindacato e quindi dei lavoratori e dei pensionati da loro rappresentati. Non mancano, tra l’altro, le reciproche accuse di essere subalterni a forze politiche e partitiche, con il risultato di sembrare, in qualche circostanza, non la cinghia di trasmissione, che è un qualcosa di trainante, ma una ruota di scorta.
Tra l’altro, il dividersi in modo così marchiano e plateale, con la strumentalizzazione della stampa e delle reciproche tifoserie, non fa altro che favorire l’azione del Governo che mette in pratica il detto latino “divide et impera” ed impedisce sicuramente di ottenere un cambio di segno della legge di bilancio e risultati concreti tanto necessari, in periodi di crisi come questi.
Come sono lontani i tempi in cui, durante la grandiosa manifestazione del 1994, D’Antoni dal palco del comizio urlava a noi partecipanti: amici e compagni scambiatevi le bandiere! E noi l’avevamo pure fatto.
La Cisl è per tradizione il sindacato del dialogo e della mediazione e perciò mi permetto, scusandomi del disturbo, (qualcuno lo definirà un messaggio spam, ma non mi offendo) di chiedere ai rappresentanti sindacali della Cisl, sindacato al quale aderisco con passione da più di 50 anni, perché si faccia promotrice di un’azione rivolta a recuperare almeno l’unità di azione, mettendo per un attimo da parte le proprie granitiche certezze e convergere verso un punto di mediazione accettabile. Sarebbe un atto di coraggio e di saggezza e preveggenza politica ed un bene non solo per il sindacato tutto, altrimenti destinato ad un declino difficilmente evitabile, ma per la società intera e dei pensionati e lavoratori che ne sono la più gran parte.
Un proverbio africano, citato poco tempo fa da Mattarella, dice. “se vuoi andare veloce corri da solo, se vuoi andare lontano vai con qualcuno”.
Cagliari 12/11/2025 Fabrizio Carta
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